L'EMDR

L'EMDR

  • articolo a cura della Dott.ssa Erika Viotti

L'EMDR (desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) è un trattamento psicoterapeutico per ridurre lo stress legato a ricordi traumatici. Scoperta in America dalla psicologa Francine Shapiro nel 1989, la terapia EMDR è attualmente considerata il trattamento evidence-based per il Disturbo da Stress Post-Traumatico, derivante da episodi di vita vissuta in cui si è percepita una minaccia rispetto alla propria incolumità fisica e psicologica. L’efficacia di tale trattamento è stata dimostrata altresì per traumi di lieve entità, che possono incidere in modo significativo sull’esistenza del soggetto qualora ripetuti o avvenuti in particolari fasi di vulnerabilità psicologica individuale. Gli interventi con EMDR sono potenzialmente attuabili in ciascuna fase del trauma, sia acuta, sia cronica. Questo aspetto rende l’EMDR uno strumento di agevole utilizzo anche nell’eventualità di emergenze umanitarie o nel caso di catastrofi naturali e non. Inoltre, l’impiego dell’approccio EMDR risulta funzionale all’interruzione della trasmissione intergenerazionale dei traumi, legati ad esempio ad episodi di violenza e di abuso perpetrati sui singoli.


Perché il trattamento con EMDR risulti efficace rispetto alla guarigione del sintomo in tempi brevi, è necessario rivolgersi a professionisti in grado di padroneggiare questo tipo di approccio terapeutico, ovvero la cui competenza sia certificata. Come nel resto dell’Italia, in Piemonte si tengono periodicamente corsi di formazione EMDR a Torino.

Il modello teorico di riferimento è quello dell’AIP (elaborazione adattiva dell’informazione), secondo cui in ogni essere umano esiste un sistema fisiologico di elaborazione delle informazioni, utile per archiviare i ricordi in modo funzionale all’interno della rete neurale, presente negli emisferi destro e sinistro del cervello. Nel caso in cui tale processo fisiologico subisca delle alterazioni a causa dell’impatto traumatico delle esperienze di vita, il vissuto specifico rimane bloccato e immagazzinato in modo non adattivo, causando successivamente sintomi legati al ricordo del trauma. Si innesca così un circolo vizioso di pensieri, emozioni e comportamenti che incidono in modo significativo sull’esistenza del soggetto, come vere e proprie cicatrici difficilmente guaribili. Le sensazioni legate al trauma sono estremamente vivide, associate a emozioni intense e negative, come se il tempo da allora si fosse fermato. Ne conseguono inevitabilmente vissuti di insicurezza, scarsa autostima e attacchi d’ansia frequenti. L’EMDR si focalizza e lavora proprio sul ricordo delle esperienze stressanti. L’elaborazione di tali vissuti viene attivata attraverso la tecnica della stimolazione bilaterale alternata (destra-sinistra) indotta dal terapeuta per facilitare e migliorare la comunicazione interemisferica, basandosi su un processo fisiologico naturale, simile a quello del sonno.

La risoluzione adattiva del sintomo consente la reintegrazione del singolo ricordo all’interno della rete di ricordi del soggetto, promuovendo il benessere fisico e psicologico di quest’ultimo. In tal modo è possibile ottenere un rafforzamento dell’autostima e del senso di autoefficacia (ossia della fiducia nella propria capacità di gestire le situazioni e raggiungere i propri obiettivi) dell’individuo, ormai libero dai condizionamenti negativi legati ad esperienze pregresse disturbanti. Dopo le sedute di EMDR il paziente ricorda ancora gli eventi traumatici, ma li percepisce come meno intrusivi. Uno dei punti di forza dell’EMDR è riscontrabile nel fatto che sia possibile ottenere un cambiamento in tempi molto rapidi, indipendentemente dalla lontananza o vicinanza nel tempo dei singoli traumi e qualunque sia l’età del soggetto (l’EMDR è infatti praticabile anche su bambini e adolescenti). Recenti ricerche mostrano infatti che circa il 90% dei soggetti trattato con EMDR non mostra più sintomi del disturbo da stress post traumatico dopo sole 3 sedute di 90 minuti circa.

Per imparare ad utilizzare l’EMDR, gli psicoterapeuti, già formati a livello universitario e specialistico, possono conseguire il titolo di Practitioner (ossia “terapeuta esperto EMDR”) o Supervisor (ovvero “supervisore” EMDR rispetto ad altri colleghi) solo in seguito al superamento di specifiche prove tecniche. Per quanto riguarda l’associazione EMDR Italia, i contatti dei professionisti riconosciuti dalla stessa sono elencati e consultabili, suddivisi per regione, sulla pagina del sito dedicato. Sono altresì disponibili in rete video di approfondimento sulla modalità di svolgimento delle singole sedute.

Gli specifici corsi di formazione, articolati in più livelli sono patrocinati, nel nostro Paese, dalle associazioni EMDR Europe e EMDR Italia. Nei singoli Stati, infatti, le associazioni EMDR promuovono training di revisione e aggiornamento della pratica clinica sulla base delle più recenti scoperte scientifiche, garantendo il mantenimento di standard formativi qualitativamente eccellenti.

Dato il riconoscimento ufficiale dell’efficacia dell’EMDR come forma di trattamento per il disturbo da stress post traumatico da parte di organizzazioni come l’American Psychological Association e l’American Psychiatric Association, le quali esprimono opinioni favorevoli al suo utilizzo, ormai più di 180.000 terapeuti nel mondo utilizzano questo approccio e milioni di persone sono state trattate con successo. Recentemente, le applicazioni dell’EMDR sono state studiate nel trattamento di patologie quali disturbi d’ansia, disfunzioni sessuali, disturbi del comportamento alimentare e disturbi da sintomi somatici.

A livello pratico il professionista, dopo aver raccolto in un paio di sedute la storia legata ai singoli eventi traumatici, identifica con l’ausilio del paziente gli aspetti maggiormente disturbanti e salienti rispetto al disagio attuale. Essi costituiscono il punto di partenza per il successivo lavoro con EMDR. L’obiettivo finale è quello di aiutare il paziente, facendo sì che elabori quanto accaduto e disponga di un bagaglio di risorse personali con cui proseguire il proprio percorso esistenziale, ormai libero rispetto ai condizionamenti negativi legati alle esperienze traumatiche pregresse.


Dott.ssa Erika Viotti
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Ultima modifica: 27/06/2016

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